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Consolidamento strutturale


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Iniezioni per il consolidamento corticale di murature archeologiche

Il problema:
Le murature dei ruderi della Basilica longobarda di S. Paolo, ubicata nel parco archeologico di Castelseprio (VA), presentano in molti casi la caduta del paramento esterno che ha lasciato scoperto il nucleo interno realizzato con materiale caotico. Tale situazione, associata alla continua esposizione delle murature agli agenti atmosferici, ha provocato nel tempo la disgregazione corticale della muratura con conseguenti ripetuti crolli molto pericolosi per i visitatori.
La soluzione:
L’intervento effettuato ha comportato l’iniezione sub-corticale delle murature effettuata con materiale a comportamento reoplastico e compatibile con i materiali delle murature esistenti. Preliminarmente e' stato realizzato un cantiere-campione per mettere a punto le modalita' di intervento, e sono state effettuate analisi di laboratorio per verificare la compatibilita' dei materiali utilizzati con le malte presenti. Il riscontro positivo di  queste due attivita' ha consentito di procedere dapprima mediante la sigillatura di tutte le fessure presenti; sono state quindi predisposte per le iniezioni cannule di plastica di diam. 8 mm. A questo punto e' stato possibile procedere all’iniezione con pompa dotata di un limitatore di pressione regolabile. Le iniezioni sono state effettuate con pressione massima 1 atm, controllata mediante manometro installato appena a monte dell’ugello di iniezione. Per ovviare alla dispersione della boiacca verso il basso, causata dalla presenza di grosse cavita' alla base del corpo murario, le iniezioni sono state effettuate in piu' fasi differenziando la fluidita' dei materiali impiegati.

 
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Iniezioni per il consolidamento corticale di murature archeologiche

Il problema:
Nella Chiesa di S. Maria Maddalena nel Monastero di Camuzzago a Bellusco (MI) - sec. XII-XVI - e' stata effettuata una articolata campagna di indagini diagnostiche che ha messo in evidenza il fatto che i pilastri della navata, esternamente realizzati in “ceppo”, presentano un nucleo interno di muratura caotica e di caratteristiche meccaniche scadenti.Tale tecnica “a sacco” e' molto comune nelle costruzioni del periodo e limita notevolmente la portanza delle strutture.
La soluzione:
Per migliorare le prestazioni statiche dei pilastri e' stato previsto un intervento di rinforzo basato sulla cerchiatura degli stessi effettuata dall’interno inserendo nella muratura sottili barre in acciaio inox per svolgere una benefica azione di confinamento del nucleo caotico.La tecnica di intervento e' stata campionata in sito al fine di mettere a punto gli aspetti operativi, molto delicati per la presenza di affreschi su alcuni lati dei pilastri stessi.E’ stata effettuata dapprima l’accurata sigillatura delle fessure presenti in modo da evitare le percolazioni della boiacca di iniezione sulla superficie esterna. I fori, di diam. 20 mm, sono stati realizzati con carotatrice a sola rotazione. In essi sono state posizionate barre in acciaio ad a.m. AISI 316 diam. 12 mm. Per le iniezioni sono state utilizzate cannule di plastica di diam. 8 mm sigillate con malta realizzata con calce idraulica. Le iniezioni sono state effettuata con pompa con limitatore di pressione, mantenendo la pressione inferiore a 1 atm.

 
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Iniezioni per il consolidamento di murature in laterizio

Il problema:
Nel chiostro di San Bernardino in Caravaggio, provincia di Bergamo sono state effettuate indagini diagnostiche in funzione di un progetto di consolidamento delle strutture murarie. L’indagine ha messo in evidenza che le rotazioni della struttura del chiostro erano da attribuirsi alla mancanza di catene di collegamento fra i pulvini sopra le colonne e la muratura continua dell’edificio. E’ stata evidenziata inoltre una muratura con caratteristiche meccaniche scadenti oltre ad una messa in opera non a regola d’arte.
La soluzione:
Per poter inserire i tiranti nella muratura sono state effettuate preliminarmente iniezioni sia nelle colonne in laterizio sia nei pulvini all’imposta degli archi per poter reggere il carico inserito nei nuovi tiranti.La tecnica utilizzata per le iniezioni ricalca quella precedentemente descritta.I fori per l’inserimento dei tiranti sono stati effettuati con carotatrice elettrica manuale a circolazione di acqua. Un sistema guidato da livella laser ha garantito il perfetto allineamento dei fori nelle due pareti contrapposte.



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